La storia del Labrador: dai pescatori di Terranova a oggi

Indice della guida
Cominciamo dalla cosa che quasi tutti sbagliano: il Labrador non viene dal Labrador.
La penisola del Labrador è la parte continentale della provincia canadese di Terranova e Labrador. Il cane da cui discende la razza lavorava sull’isola di Terranova, che è un’altra cosa: mille chilometri di mare e di storia diversa. Il nome è un errore geografico cristallizzato da centocinquant’anni di uso.
Il cane dei pescatori
Sull’isola di Terranova, fra il Seicento e l’Ottocento, i pescatori europei portarono con sé i loro cani da lavoro — inglesi, irlandesi, portoghesi. Da quel rimescolamento nacque un animale che nei porti chiamavano St. John’s water dog, dal nome della capitale dell’isola: piccolo Terranova, per distinguerlo dal gigante che conosciamo con quel nome.
Non era un cane da salotto. Serviva a lavorare in acqua gelata: recuperare reti, cime, pesci sfuggiti dalle lenze, e tuffarsi senza esitare da una barca in movimento. Corporatura compatta, sottopelo impermeabile e una coda spessa e rotonda che gli faceva da timone.
Non era però una razza nel senso in cui la intendiamo oggi, con uno standard scritto: era una popolazione di lavoro, e il pelo poteva essere corto o lungo, liscio o frangiato. Sarà il tipo a pelo corto a diventare il Labrador; da quello a pelo lungo discendono il Terranova e, in parte, il Golden Retriever.

L’incisione qui sopra è del 1847 e viene da Dogs: Their Origin and Varieties di Hugh Donald Richardson, uno dei primi autori a mettere ordine fra i cani di Terranova. Ritrae la variante a pelo lungo — si intravede in trasparenza il testo della pagina retrostante, perché è la scansione di un libro di quasi due secoli fa.
Di aspetto era nero con macchie bianche su petto, muso e zampe — quello che gli inglesi chiamavano tuxedo markings, la livrea da smoking. Teniamo a mente questo dettaglio: torna alla fine.

Questa è Nell, fotografata nel 1867. Era nata nel 1856 e apparteneva al Conte di Home, uno dei nobili che stavano costruendo la razza. È una delle pochissime immagini esistenti di un St. John’s water dog, e le macchie bianche su muso, petto e zampe si vedono benissimo.
Il viaggio verso l’Inghilterra
Fra Terranova e il porto di Poole, nel Dorset, esisteva una rotta commerciale fitta: merluzzo verso l’Inghilterra, rifornimenti verso l’isola. Su quelle navi viaggiarono anche i cani, e in Inghilterra qualcuno si accorse di cosa sapevano fare.
Lo standard FCI vigente — documento ufficiale della razza, non una ricostruzione da appassionati — riassume così il passaggio:
“Fu nelle prove su campo che il Labrador cominciò a farsi conoscere, essendo stato originariamente portato su queste coste da Col Peter Hawker e dal Conte di Malmesbury negli ultimi anni del 1800. Era un cane chiamato Malmesbury Tramp che venne descritto da Lorna contessa Howe come una delle «fondamentali radici» del moderno Labrador.”
Attorno al 1880 il Duca di Buccleuch cominciò a usare nel proprio allevamento i cani del Conte di Malmesbury: è da quell’incrocio fra due linee aristocratiche che nasce il Labrador moderno. Accanto a loro lavoravano altri nomi della cinofilia dell’epoca, fra cui il Conte di Home e Sir John Scott.
Il nome resta legato alla famiglia Malmesbury, che chiamava così i propri cani. Nessuno, allora, si preoccupò di verificare la geografia.
L’antenato si è estinto
Qui la storia prende una piega che pochi conoscono: il St. John’s water dog non esiste più.
Due pressioni lo hanno cancellato nel giro di un secolo.
A Terranova, nell’Ottocento, vennero introdotte tasse pesanti e restrizioni sul possesso dei cani per favorire l’allevamento delle pecore: tenere un cane divenne costoso e in certi casi vietato.
Nel 1885 la Gran Bretagna introdusse una quarantena severissima su tutti gli animali importati, nell’ambito della lotta alla rabbia. Il mercato di esportazione, che era l’unica valvola rimasta, si chiuse.
Gli ultimi due esemplari conosciuti furono fotografati all’inizio degli anni Ottanta del Novecento, ormai vecchi, in un villaggio remoto. Erano entrambi maschi.
Il cane dei pescatori si è estinto. Ma prima di sparire ha dato origine a quasi tutti i retriever che conosciamo: Labrador, Golden, Flat-Coated, Curly-Coated.
I tre colori, in ordine di arrivo
Nero. Il colore originario e, per decenni, l’unico considerato accettabile. I cuccioli di altro colore nascevano, ma venivano scartati.
Giallo. Il primo Labrador giallo registrato è Ben of Hyde, nato nel 1899 nell’allevamento del maggiore C.J. Radclyffe. Ci vollero altri vent’anni perché il colore fosse accettato senza riserve: lo Yellow Labrador Club nacque nel 1925.
Cioccolato. L’ultimo a essere ammesso, e per molto tempo il meno diffuso. Lo standard lo chiama fegato-cioccolato e ne ammette tutta la gamma, dal chiaro allo scuro.

Nella stessa cucciolata possono nascere colori diversi: qui sopra due fratelli dei nostri, un cioccolato e un nero. Quale colore esce, e in che proporzione, dipende da come si combinano i geni dei due genitori — non da una scelta dell’allevatore.
Oggi lo standard FCI è netto: nero, giallo o fegato-cioccolato, nient’altro. Il giallo va dal crema chiaro al rosso volpe. Qualsiasi altro colore o combinazione è un difetto eliminatorio — e questo riguarda direttamente i Labrador venduti come «argento», «champagne» o «charcoal»: non sono varietà rare, sono soggetti fuori standard.
La macchiolina bianca
Lo standard aggiunge una riga che sembra un dettaglio e invece è una finestra sul passato: “ammissibile una macchiolina bianca sul petto”.
È il fantasma della livrea da smoking del St. John’s water dog. Quando su un cucciolo nero compare quel ciuffo bianco sul petto, non è un’imperfezione: è l’antenato che riaffiora dopo centoquarant’anni — lo stesso disegno che si vede sul muso e sulle zampe di Nell, nella fotografia del 1867 più in alto.
Il riconoscimento ufficiale
Il 7 luglio 1903 il Kennel Club britannico riconosce il Labrador Retriever come razza a sé, distinta dagli altri retriever. Il Labrador Club nasce nel 1916, lo Yellow Labrador Club nel 1925.
Per la FCI il paese d’origine è la Gran Bretagna. Può sembrare ingiusto verso Terranova, ma segue una logica precisa: la FCI registra il paese in cui la razza è stata costruita come tale — selezionata, fissata, descritta in uno standard — non quello da cui proviene il capostipite.
Lo standard di oggi
Standard FCI n° 122, nella versione pubblicata il 30 settembre 2022. Vale la pena leggerne qualche riga, perché descrive il cane meglio di qualsiasi parafrasi.
| Classificazione | Gruppo 8 — Retriever, cani da cerca, cani da acqua |
| Sezione | 1 — Retriever, con prova di lavoro |
| Altezza ideale | Maschi 56-57 cm · Femmine 54-56 cm |
| Colori | Nero, giallo, fegato-cioccolato |
Il carattere, parole dello standard: “Di buon temperamento, molto agile. Fiuto eccellente, presa morbida, grande passione per l’acqua. Compagno devoto, che sa adattarsi. Intelligente, appassionato e disponibile, con una forte volontà di compiacere. Di natura gentile, senza alcuna traccia di aggressività o timidezza immotivata.”
Ogni parola di quella frase descrive un cane da lavoro in acqua. La presa morbida è la capacità di riportare senza rovinare; la volontà di compiacere è ciò che rende il Labrador addestrabile; la passione per l’acqua è l’eredità diretta di Terranova.
La coda merita una nota a parte. Lo standard la definisce tratto distintivo: molto spessa alla base, priva di frange, coperta di pelo corto e denso che le dà un aspetto rotondo. Il nome tecnico è «coda di lontra», ed è il timone con cui quei cani nuotavano.
Sui difetti eliminatori lo standard è severo su due punti: aggressività o timidezza eccessiva, e qualsiasi colore fuori dai tre ammessi.
Due linee, un solo standard
Nel Novecento la razza si è divisa in due direzioni.
La linea da lavoro — detta americana o da campo — è più leggera e asciutta, muso più sottile, temperamento molto reattivo, instancabile. Selezionata per le prove e la caccia.
La linea da esposizione, detta inglese, è più compatta e pesante: testa più ampia, torace profondo, ossatura importante, carattere in genere più posato.
Nessuna delle due è più autentica dell’altra. Ma per una famiglia la differenza è concreta: un soggetto da linea di lavoro in appartamento, senza uno sfogo quotidiano serio, è un cane frustrato.
Cosa resta del cane dei pescatori
Quando il vostro Labrador si butta in una pozzanghera a gennaio, riporta una ciabatta senza lasciarci un segno, o vi guarda aspettando di capire cosa volete — non è carattere individuale. È centocinquant’anni di selezione, e prima ancora tre secoli di lavoro su barche gelate.
Lo standard FCI si chiude con una frase che come allevamento ci teniamo a riportare per intero:
“Solo i soggetti sani ed in grado di svolgere le funzioni per le quali sono stati selezionati e la cui morfologia è tipica della razza, possono essere utilizzati per la riproduzione.”
Non è una raccomandazione di buon senso aggiunta da qualcuno. È scritta dentro il documento che definisce la razza.
Fonti
- FCI / ENCI — Standard FCI n° 122 del 30.09.2022, Labrador Retriever. Classificazione, cenni storici ufficiali, carattere, taglia, colori, coda di lontra, difetti eliminatori e nota sulla riproduzione.
- Kennel Club (Regno Unito) — riconoscimento del Labrador Retriever come razza distinta, 7 luglio 1903.
- Incisione (1847) — da Hugh Donald Richardson, Dogs: Their Origin and Varieties, 1847. Immagine di pubblico dominio, da Wikimedia Commons.
- Fotografia di Nell (1867) — cane di St. John’s nata nel 1856, di proprietà del Conte di Home. Autore sconosciuto, immagine di pubblico dominio, da Wikimedia Commons.
- Documentazione storica sul St. John’s water dog: origine a Terranova, livrea con macchie bianche, cause del declino (restrizioni locali sul possesso di cani e quarantena britannica del 1885) ed estinzione, con gli ultimi due esemplari fotografati all’inizio degli anni Ottanta.
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Chi ha scritto questa guida
Enrico Lanfossi alleva Labrador Retriever a Comabbio (Varese) dal 2016. Le indicazioni di questa pagina nascono dall'esperienza diretta dell'allevamento e da fonti veterinarie, ma non sostituiscono la visita e il parere del medico veterinario, che resta l'unico a poter valutare il singolo soggetto.
L'allevamento SoeliFAQ
Domande frequenti
Se la risposta non c'è, scriveteci: rispondiamo noi, non un call center.
- Il Labrador viene dalla penisola del Labrador?
- No, ed è l'equivoco più diffuso sulla razza. Il cane da cui discende, il St. John's water dog, lavorava a Terranova — un'isola distinta dalla regione continentale del Labrador, anche se oggi formano insieme una sola provincia canadese. Il nome si deve ai nobili inglesi che importarono quei cani nell'Ottocento e li chiamavano così. Per la FCI, che registra il paese in cui la razza è stata costruita e non quello da cui proviene il capostipite, il Labrador Retriever è ufficialmente una razza britannica.
- Quali colori sono ammessi dallo standard?
- Tre: nero, giallo e fegato-cioccolato. Il giallo ammette tutta la gamma dal crema chiaro al rosso volpe, il cioccolato dal chiaro allo scuro. Lo standard consente inoltre una piccola macchia bianca sul petto. Qualsiasi altro colore o combinazione di colori è un difetto eliminatorio: i cosiddetti Labrador «argento», «champagne» o «charcoal» non rientrano nello standard FCI.
- Perché alcuni Labrador hanno una macchia bianca sul petto?
- È un'eredità del loro antenato. Il St. John's water dog era nero con macchie bianche su petto, muso e zampe, quello che in inglese chiamavano «tuxedo markings», da smoking. Quando in un Labrador moderno compare una macchiolina bianca sul petto, sta riaffiorando quel disegno. Lo standard FCI la considera ammissibile proprio per questo: non è un difetto, è una firma di famiglia.
- Che differenza c'è fra linea da lavoro e linea da bellezza?
- Nel corso del Novecento la razza si è divisa in due direzioni di selezione. La linea da lavoro, spesso chiamata americana o da campo, è più leggera e asciutta, con muso più sottile e temperamento molto reattivo. La linea da esposizione, detta inglese, è più compatta e pesante, con testa più ampia, torace profondo e carattere generalmente più tranquillo. Sono lo stesso standard letto con accenti diversi: nessuna delle due è più «pura» dell'altra, ma rispondono a esigenze di famiglia diverse.
- Quanto deve essere alto un Labrador adulto?
- Lo standard FCI indica un'altezza ideale al garrese di 56-57 cm per i maschi e 54-56 cm per le femmine. È una taglia media, molto più contenuta di quanto la gente immagini: un Labrador che supera nettamente queste misure, o che pesa molto più del suo peso di forma, non è «un bell'esemplare grande» — è fuori standard, oppure in sovrappeso.
- Perché si chiama Retriever?
- Dall'inglese to retrieve, recuperare. Il compito per cui è stato selezionato è riportare al cacciatore la preda abbattuta senza rovinarla, il che richiede una «presa morbida» — la capacità di tenere in bocca un animale senza stringere. Lo standard cita esplicitamente questa qualità, insieme a fiuto eccellente e grande passione per l'acqua. Sono le stesse doti che i pescatori di Terranova usavano per farsi riportare le reti.
La base della dieta
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